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Seppur solo apparentemente lontano dai riflettori, il mercato delle console portatili è da sempre uno dei più prolifici del settore. Forse per l’economicità dell’hardware e del software proposto (che costa sempre un 10% in meno di quello casalingo)o forse semplicemente per l’immediatezza e la praticità dell’offerta: ad ogni modo esso produce un giro di diversi milioni ogni anno. Per molto tempo è stata la Nintendo a dominare il settore con il suo Game Boy, potendo contare sia sugli indubbi meriti della sua macchina, sia sulla poca ed inefficace proposta della concorrenza(il Game Gear o il Supervision si sono dimostrati esperimenti abbastanza fallimentari), che ha spesso ignorato il settore dimostrando scarsa lungimiranza.

Tutto è però cambiato con l’avvento del progetto PSP sviluppato da Sony, ambizioso esperimento del colosso giapponese atto a rubare l’ennesima fetta di mercato alla grande rivale. Ovviamente a guadagnarci siamo stati noi videogiocatori, che abbiamo finalmente potuto contare su un’offerta vasta e variegata. Dallo sbarco europeo della Playstation Portable(PSP) e del Dual Screen(DS) di Nintendo, è passato ormai circa un anno ed è dunque tempo, numeri alla mano, di fare i primi bilanci su questa appassionante sfida. Fermiamoci però prima un momento a visionare una per una le caratteristiche e le potenzialità delle due contendenti, cominciando dalla sfidante, la PsP.

SONY PSP – Eleganza & Tecnologia

Dal trionfale ingresso negli anni Novanta con la prima versione casalinga della Playstation, la Sony ci ha sempre stupito per tecnologia, raffinatezza e duttilità nell’offerta. Anche con la Playstation Portable, la Casa giapponese non si è voluta smentire, presentando al pubblico un oggetto sfizioso con un cuore che pulsa di tecnologia.

Già ad un primo sguardo la PsP colpisce per la sua eleganza, le sue forme sinuose e il suo magnifico schermo a 16/9: ogni dettaglio è curato nei minimi particolari, dai tasti alla raffinata custodia in pelle, che prima ancora di una console portatile, ne fanno un accessorio tech alla moda, un must imperdibile per chiunque viva di iPod e lettori portatili. Non a caso facciamo questo paragone, perchè il concetto di PsP va ben oltre al semplice videogiocare: con questo piccolo gioiellino è infatti possibile ascoltare musica in formato Mp3 (scaricabile grazie alla porta usb posta sul dorso della console o tramite il sensore infrarosso), riprodurre film nell’apposito formato UMD, utilizzare versioni speciali di programmi quali Word o Excel, salvare dati nella Memory Stick(venduta separatamente).

Insomma, non certo una mera macchina per i giochi… Anche sotto il profilo delle prestazioni l’apparecchio si difende bene, potendo disporre di un processore 128 bit di 333 MHz e di un grosso schermo a 16:9 con una risoluzione di ben 480 X 272. Non manca infine il Wi-Fi per permettere agevoli partite multigiocatore. I dischi UMD sono belli da vedere, confezionati nelle loro eleganti scatole, e come detto possono contenere anche intere riproduzioni di film(che costano decisamente meno di un normale UMD gioco, circa 20 euro contro i 50 di quelli classici). Il prezzo della macchina, dopo un anno si mantiene stabile sui 200 euro. Con queste premesse la PsP si dimostra una seria pretendente alla corona di regina del settore. Ma basterà per vincere il confronto con il DS? Lo sapremo tra poco, dopo aver parlato appunto dell’apparecchio di casa Nintendo…

Nintendo DS – Rivoluzione & Divertimento

Classico e rivoluzionario: questo è il primo pensiero che viene alla mente se si osserva attentamente il Nintendo DS. Perchè l’erede della console più venduta di tutti i tempi(il Game Boy) non punta tanto sulle sue discrete potenzialità tecniche o sul suo fascino estetico, quando sulle incredibili innovazioni nell’esperienza videoludica che i progettisti Nintendo hanno inserito in questa macchina.

A fronte infatti di un processore di 67 MHz di modeste potenzialità e di una risoluzione di 256 X 192 che non fa certo gridare al miracolo(in pratica è la riproduzione del cuore del Nintendo 64, ma senza il filtro anti aliasing), ottenuta tramite retroilluminazione, il vecchio colosso nipponico stupisce i videogiocatori introducendo il doppio schermo e la modalità touchscreen. Il DS(come dice il nome stesso)dispone infatti di un doppio schermo e di una apertura a conchiglia simile a quella di molti telefoni cellulari, con il display principale posizionato nella metà superiore e con i tasti ed il touch screen sistemati nella parte inferiore. Va da sè che il concetto di videogioco subisce una radicale trasformazione in questa console portatile, lasciando libero sfogo alla fantasia degli sviluppatori per ideare videogiochi che sfruttino al meglio le incredibili potenzialità che solo un touch screen e un doppio schermo possono offrire.

Il DS non dispone di tante porte nè di Memory Card, ma sul suo dorso si trova l’alloggiamento di un comodo pennino stilo con il quale si può utilizzare senza rovinare il touch screen e sul retro vi è fissato un laccetto da polso da legare intorno al pollice per simulare con il dito i movimenti del pennino. Detto a parole la cosa può sembrare abbastanza laboriosa, ma chiunque abbia provato un DS potrebbe confermare che l’esperienza del touch screen, oltre che facile e gratificante, si dimostra anche estremamente divertente. La macchina Nintendo supporta delle semplici cartucce da gioco(come ai vecchi tempi), può disporre di simpatici accessori quali il rumble pack, ed è retrocompatibile con tutte le cartucce del Game Boy Advance(un notevole vantaggio per ampliare l’offerta di titoli a quei videogiocatori che non avessero mai avuto una console portatile).

Come la PsP è programmata per la modalità Wi-Fi, alla quale aggiunge però un ancor più comodo wireless, atto non soltanto a videogiocare con altri possessori di DS, ma utile pure per chattare(attraverso programmi quali la Pictochat, inclusa nel software di base della console). Le cartucce hanno un prezzo che si aggira intorno ai 40 euro, mentre l’apparecchio ne costa circa 140. In conclusione la proposta Nintendo punta di meno sulla tecnologia e sull’eleganza(niente da dire, la PsP è molto più chic), ma maggiormente sull’innovazione, sulla concretezza e sul divertimento. E’ giunto quindi il momento di vedere quali delle due concezioni si è rivelata alla fine la migliore.

PSP contro Ds – La Sfida

Tecnologia contro immaginazione, stile contro tradizione. Non c’è che dire, ad un primo sguardo la PSP sembra svettare nettamente per immagine, potenza e polivalenza. Attenzione, però, sembra… perchè purtroppo la creatura della Sony ha un unico ma grandissimo difetto: non è adatta per giocare. Sembra paradossale dirlo ma è la verità. La levetta analogica è mal calibrata ed ha una pessima sensibilità al tatto, nonchè la sua stessa posizione rende difficile l’impugnatura; i tasti sono piccoli e distanti, in particolare quelli dorsali che sono veramente scomodissimi; la batteria, vista la qualità grafica che deve supportare, ha una durata a dir poco accettabile e, cosa peggiore, se non si usa la console per qualche giorno, lentamente ma inesorabilmente si scarica da sola.

Altro incredibile neo per quanto riguarda la giocabilità: in un anno la Sony non è riuscita a creare per la sua portatile una line-up decente, con tanti esperimenti poco convincenti(Metal Gear Acid sinceramente ci lascia perplessi), e conversioni frettolose che lasciano l’amaro in bocca(in F1, ad esempio, non è nemmeno possibile selezionare il cambio manuale!). Molto spesso si ha l’impressione di giocare ad un titolo per Playstation 1, o ben che vada ad una stretta riduzione di un disco Ps2: niente di male, per carità, è ovvio che la console casalinga sia più potente, ma la sensazione di minus quam è davvero spiacevole. Stucchevole poi l’imprecisa suddivisione dei titoli usciti per generi: praticamente assenti i platform, pochi sparatutto ed rpg degni di questo nome ed una miriade di giochi di guida dei quali molti appena passabili; nessun prodotto davvero innovativo che lascerà il segno. In sostanza ci si riduce a scegliere tra capitoli di saghe già note su Ps2 quali Burnout, Underground o Wipeout, che sono comunque di un gradino inferiore rispetto a quelli sviluppati per le console casalinghe.

Ovviamente confidiamo in Gran Turismo Portable, ma è grave che una macchina presente sul mercato già da un anno abbia delle così enormi lacune. Dovremmo parlare anche delle altre funzionalità della PsP, quali i film e gli mp3, ma sono tutte cose di contorno che sinceramente risollevano di poco il giudizio appena discreto che si può dare alla console nel suo complesso. Al contrario il Nintendo DS, complice l’enorme esperienza della Casa di Tokyo nel settore, è incredibilmente divertente. L’idea del touch screen è davvero deliziosa, e non scordiamoci del microfono e dei vantaggi del doppio schermo(a volte utilizzato come un grande schermo unico come nel caso di Metroid Pinball, a volte come un’innovativa pulsantiera di comando tramite il touch screen e a volte semplicemente come mappa o display delle info)che aggiungono nuova linfa vitale all’esperienza di gioco.

Non delude nemmeno la line-up, che oltre a contenere nuove edizioni di grandi classici che portano sul DS quella magia presente solo nelle saghe della Nintendo( Super Mario Bros. 5 nella sua immediatezza è folgorante, mentre Metroid Prime Hunters, pur non raggiungendo il livello di assoluta eccellezza dei due capitoli pubblicati su GameCube, non sfigura affatto), può vantare nuove creazioni destinate a restare scolpite nella mente dei videogiocatori. Pensiamo ovviamente a Nintendogs, che nella sua semplicità si dimostra infinito, ad Animal Crossing e a Brain Training, solo per fare tre esempi. Ma la lista è molto lunga e si potrebbe continuare per molto tempo… non c’è che dire, con DS abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Bene anche la batteria, che dura decisamente di più di quella della rivale, e la funzionalità wireless: il multigioco è più veloce e coinvolgente rispetto alla macchina della Sony.

And the winner is…

Non abbiamo dubbi, alla prova dei fatti il DS infligge una sonora sconfitta alla PSP, perchè ad una stupefacente ma sterile tecnica contrappone infinite dosi di divertimento e di emozioni. A supporto di ciò basta semplicemente guardare i numeri del mercato: nel primo anno di vita e di coesistenza la Nintendo ha venduto sul suolo giapponese 3,2 milioni di DS, contro il solo milione e 700mila PSP piazzate da Sony.

Anche nel parco software la situazione è la medesima, con differenze forse addirittura più marcate: ben quattro titoli DS, infatti, si sono installati in cima alle classifiche mondiali di giochi venduti per tutte le console, con Nintendogs che è stato preferito da oltre 3 milioni di videogiocatori e con Animal Crossing che ha superato le 600mila unità; mentre il gioco più venduto per la Portable si è fermato soltanto alla trentacinquesima posizione.

Sono numeri che non lasciano spazio ad interpretazione alcuna: il DS demolisce la PsP in ogni campo. Ci spiace per la Sony, perchè restiamo convinti che la PsP nasca da buoni presupposti, mal capiti e mal sfruttati; d’altro canto siamo però contenti che per una volta l’emozione e il divertimento, che sono poi le caratteristiche fondamentali di un videogioco, abbiano prevalso sulla fredda tecnologia. Siamo giunti dunque al termine del nostro speciale dedicato al mondo delle console portatili. L’esperienza consente per una volta alla Nintendo di prendersi una rivincita sulla sua più grande rivale, ma questa è solo la prima di una lunga serie di battaglie.

Sebbene con Wii la casa di Mario tenterà di rifare lo stesso sgambetto alla Playstation 3, per le console next gen casalinghe il discorso si fa decisamente più lungo e complesso(importanza delle prestazioni, presenza della Microsoft con Xbox 360, valore dei titoli in uscita…). Per saperne qualcosa di più non ci resta quindi che attendere l’imminente arrivo di Wii ed il grosso speciale che Technews subito gli dedicherà. Non lasciate queste pagine!

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