Con l’avvento della primavera e in previsione del grande caldo che accompagnerà l’estate, giunge il tempo della tradizionale rinfrescata per gli iMac, i computer da tavolo di casa Apple. Steve Jobs, sempre attento alle esigenze della clientela, punta ad una lieve ma consistente campagna anti-rughe che permetta ai suoi sistemi di primeggiare nella categoria almeno per un altro anno ancora. D’altronde non c’è stato nemmeno bisogno di fare troppo: la base di partenza era più che buona e sono stati necessari soltanto piccoli lifting.
Resta dunque invariata l’estetica, troppo accattivante e apprezzata dai consumatori per rischiare sconvolgimenti, e la dimensione degli schermi: 20 e 24 pollici, con dotazione hardware direttamente proporzionale a seconda del formato scelto. Medesima la qualità dei display e identiche pure le schede grafiche(ATI 2400XT e 2600PRO), ad eccezione del modello di punta che beneficierà di una più prestazionale NVIDIA GeForce 8800 GS con 512MB di memoria video dedicata. A proposito di memoria: nessuna novità nemmeno per le RAM, che restano delle DDR2 di 800MHz. A questo punto qualcuno potrebbe cominciare a spazientirsi: dove stanno le migliorie?
Un attimo di pazienza, perchè i colpi di scena non mancano. A Cupertino si sono dedicati principalmente ai processori: l’FSB si sposta da 800 a 1066 MHz con frequenze della CPU che passano da 2,4GHz a 2,8GHz, fino ad arrivare agli ottimi 3,6 GHz dell’iMac più costoso. Ad ogni modo, ciò che stupisce è il fatto che tutti questi nuovi modelli siano accreditati di cache L2 da 6MB: considerando che la combinazione di frequenza e cache paventata non è attualmente prevista da nessun modello presente nei listini Intel, si sussurra che Apple abbia deciso di adottare, in netto anticipo rispetto alla concorrenza, la nuova piattaforma Montevina(nota anche come Centrino 2). Se la news trovasse conferma, ci troveremmo di fronte ad un importante step evolutivo per tutto il mondo dei computer, che dimostrerebbe, fra le altre cose, una sempre maggiore intesa tra Cupertino e Santa Clara.
Possiamo concludere la nostra anteprima con la notizia che sicuramente farà più piacere a tutti i nostri lettori: l’abbassamento di prezzo dei computer Apple. Il motivo di questa lieta novella è da attribuire al favorevolissimo cambio euro/dollaro e alla volontà di Jobs di essere sempre più competitivo sul mercato. Così, con la nuova generazione di iMac, il modello base costerà 999 euro, mentre tutti gli altri subiranno una riduzione di quasi 150 euro rispetto ai prezzi di listino precedenti. Niente male.
Ultimo appunto sugli HDD: 250GB per la soluzione più economica, 320GB per l’intermedia e ben 500GB per la più ricca, con la possibilità di allargare lo spazio a disposizione fino a 750GB(iMac da 20")e addirittura 1TB(iMac da 24"). 1 o 4 GB invece per la memoria RAM, indipendentemente dal formato. Come prima, meglio di prima. Per oggi è tutto. Ricordiamo che entro l’estate sono attesi dei restyling anche per Mac Mini e i MacBook.

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