Non è poi una notizia così eclatante. Si sa ormai da mesi che, dopo il mezzo flop di Vista, Microsoft ha deciso di anticipare i tempi, di bruciare le tampe e di lanciare quanto prima un nuovo sistema operativo (Windows 7). Si cononosco le immagini, le features e la probabile data di pubblicazione (novembre 2009), e circola addirittura una versione di prova per gli iscritti di MSDN e TechNet o per i frequentatori di BitTorrent. Ciononostante il fatto che Ballmer, nel keynote della Microsoft al Ces 2009(dove peraltro si è parlato delle novità di Xbox – che tratteremo a parte prossimamente – di Windows Mobile e di Windows Live Essential), abbia ufficializzato il rilascio della versione beta (disponibile gratuitamente per tutti dal 10 gennaio) è comunque un evento degno di grande considerazione, soprattutto per la ventata di riflessioni che esso comporta.
Lanciare Windows 7 significa infatti dimostrare che per una volta a Redmond sono in linea con i programmi e che gli errori del travagliato parto di Vista appartengono ormai al passo. Vuol dire anche che il grande colosso americano ha adottato una politica di avvicinamento agli utenti, stanchi e stufi di un sistema operativo troppo pesante e frustrante come Vista. Ma, cosa più importante, l’annuncio comporta un apprezzabile aumento della qualità della vita informatica della maggioranza delle persone del mondo.
Windows 7 infatti non è una rivoluzione. Se escludiamo l’interfaccia touch, vera grande e irrinunciabile novità nell’era post-iPhone, il nuovo OS della Microsoft si presenta molto simile a Vista, ma privo dei moltissimi bug che avevano falcidiato e ipso facto bocciato l’attuale sistema. Niente più aggiornamenti invadenti, riduzione delle finestre di conferma senza andare a discapito della sicurezza, interfaccia più veloce e intuitiva, caricamenti meno estenuanti, Device Storage e Play to. Nulla di sconvolgente, ma tutto quanto mai apprezzabile.
Insomma, per una volta ci sentiamo di appoggiare in pieno le scelte di mercato della Microsoft. Windows 7 non ci cambierà la vita, questo è certo, ma decisamente contribuirà a renderla meno stressante. Il che, se pensiamo al mondo frenetico del giorno d’oggi, non è una cosa di poco conto.

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